Avigliana 2018

Inizia una nuova settimana, di nuovo tutti al lavoro dopo una Domenica passata tra famiglia, sport e l’immancabile ozio… qualcuno di voi è sul treno diretto al lavoro, qualcuno approfitta di una pausa per prendersi un caffè… noi invece vi offriamo uno spunto di conversazione o semplicemente vi teniamo un po’ di compagnia con il racconto della gara di Avigliana di Daniele!

Il racconto:

L’olimpico di Avigliana è una gara di inizio agosto, affrontabile in una mezza giornata di trasferta, al prezzo di una levataccia, visto che la partenza è alle 8 e che bisogna mettere in conto almeno un’ora e mezza di viaggio. In compenso il percorso è molto bello, e non è troppo affollata, cosa che ha i suoi vantaggi.
La gara inizia come di consueto in salita, visto che il nuoto è praticamente sempre senza muta. (la temperatura dell’acqua era 28° quest’anno).
Lascio andare tutti e con calma mi metto ad inseguire. Dopo qualche centinaio di metri di terrore (si, me la faccio sotto a nuotare senza muta), prendo il ritmo e recupero un po’ di posizioni; uscita all’australiana e via col secondo giro!
Si esce dall’acqua e si raggiunge la ZC dopo una scarpinata di 200m in salita. Si salta in sella e si inizia la parte più bella.
Il percorso è molto duro, praticamente mai pianeggiante. Tutta salita o discesa. Si sale alla Sacra di San Michele e colle di Braida, e poi si torna a scendere in direzione lago. Le gambe girano bene, molto bene, e nonostante la fatica, superare tante persone mi mette la carica per continuare a spingere.

Prendo un po’ fiato negli ultimi chilometri di discesa e mollo la bici ai volontari che la ripongono con perizia sulla rastrelliera e vado a caccia della cesta con le mie scarpe. Le infilo al volo e via che si inizia a correre!
La corsa parte dalla pista di atletica, si snoda per un po’ sul lungolago e poi si inoltra nel bosco. Quasi tutto in ombra, ma davvero molto molto umido e caldo. Per la maggior parte pianeggiante, ma con alcuni strappetti davvero impegnativi, che soprattutto al secondo giro si fanno sentire.

Ma si fa sentire anche il tifo del pubblico, concentrato attorno alla pista, che mi da la forza per un ultimo sprint degno del peggior centometrista.
Gara finita, soddisfatto del risultato, del bel giro in bici e del ristoro. C’è il tempo per una birretta, poi si carica la bici in macchina e via verso la prossima gara!

 

[Daniele]

 

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